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Modello ecotonale di difesa
Tipo di progetto
Opera scultorea
Anno
2026
Tecnica
mista
Luogo
FlashBack Habitat, Torino.
L’opera si presenta come una figura di confine, uno spaventapasseri marino emerso da un immaginario salmastro per occupare lo spazio espositivo. Il corpo è costituito da un intreccio di corda nautica annodata, materia funzionale al lavoro e all’ormeggio che qui perde la propria utilità per farsi struttura organica, torso senza scheletro, massa trattenuta.
Dal groviglio affiorano arti umani molli e moltiplicati, privi di gerarchia anatomica. Braccia e gambe si dispongono come resti restituiti da una deriva, evocando una corporeità frammentata, post-umana. La figura non si erge: è sorretta, esposta, quasi trattenuta dalla propria stessa costruzione.
Al centro, il pesce squalo serrato tra le braccia, introduce il nucleo simbolico dell’opera: reliquia di un ecosistema sfruttato, corpo muto che trasforma la presa in gesto ambiguo — tra cattura, protezione e ostensione sacrificale.
Le esche appese — cibo per uccelli — attivano uno slittamento ulteriore. Elemento tipico della funzione dello spaventapasseri, qui non respinge ma nutre, non allontana ma attira e trattiene. La figura si colloca così in una soglia ecologica tra mare e cielo, dove le catene alimentari e i ruoli di difesa risultano alterati.
Ne emerge un totem fragile, guardiano inefficace di un ambiente compromesso. Lo spaventapasseri non protegge più un territorio fertile, ma testimonia uno squilibrio: tra umano e animale, tra funzione e fallimento, tra ciò che dovrebbe salvaguardare e ciò che ormai può soltanto esporre.
Tecnica: Assemblage di corda nautica di 6.60 metri, arti antropomorfi in tessuto e polimeri, pesce squalo impagliato 95cm, tavolo in legno, esche/cibo per uccelli
Dimensioni: 1.10 × 60 circa
esposta in : Scarecrow a cura di Alessandro Bulgini e Chistian Caliandro, FlashBack Habitat, Torino














